VUOI DIVENTARE VOLONTARIO?

Contattaci

Orari di ascolto

orari sito

Prossimi eventi

Fri Dec 08 @19:00 - 11:00PM
Ascolto telefonico
Fri Dec 15 @19:00 - 11:00PM
Ascolto telefonico
Fri Dec 22 @19:00 - 11:00PM
Ascolto telefonico
Fri Dec 29 @19:00 - 11:00PM
Ascolto telefonico

per-dieci-minuti-telefonoamico

 Pubblichiamo il brano "Telefono Amico", tratto dal libro di Chiara Gamberale "Per dieci Minuti" casa editrice Feltrinelli, per gentile concessione dell'autrice.

Ringraziamo Chiara per averci dato il permesso di usare le sue parole.

 

Mentre la casa esplodeva di invitati e di Natale, verso le due di notte, mi sono chiusa in bagno con Annalisa. A parlare di Mio Marito.
Poi mi sono chiusa con Giada nella camera di Ato.
A parlare di Mio Marito.
Si è aggiunta Annalena, si è aggiunto Nolan.
A parlare di Mio Marito.
E, una volta andati via tutti, invece di commentare la festa, alle cinque del mattino, che cosa ho fatto con Gianpietro?

Ho parlato di Mio Marito.

Non faccio altro da un anno.
Perchè è davvero perverso l'amore.
Quando c'è, parli con una sola persona di tutte le altre.
Quando entri in crisi, parli con tutte le altre di una sola persona.
L'unica con cui, a parlare, non riesci più.
E giorno dopo giorno ecco che non è più davvero una persona, quella persona: a forza di parlare di lei anziché viverla, diventa un puntino. Un ologramma.
Qualcosa di indistinto, di ingannevole, di fatuo.
Annalisa e Giada sono le mie amiche più strette: penso, mentre sistemo la cucina, trasfigurata dopo l'invasione di ieri, e passo lo straccio.
Annalena scrive, alta e leggera come nessuno, per la rivista su cui tenevo la Mia Rubrica. E' come se fossimo state compagne di scuola per otto anni, e idealmente siamo ancora lì, a dividere lo stesso banco e a scambiarci, mentre nessuno ci guarda, gli appunti per le interrogazioni a cui sempre lei, quella stronza della Professoressa Realtà, ci chiama. Ovviamente e purtroppo, da un anno e mezzo, quegli appunti riguardano tutti il mio matrimonio.
Nolan, invece, è il nostro testimone di nozze.
Insomma, anche per loro, Mio Marito, al momento, è un puntino, un ologramma.
Troppo caro, da sempre, e troppo distante, adesso, perchè sia davvero lui, quello a cui ci riferiamo, mentre diciamo “lui”.
Perfino la dottoressa T. mi è utile proprio perchè mi conosce bene, certo: ma, per lo stesso motivo, non rischia di essere viziata dalla confidenza che ha con il mio inconscio, quando esprime un parere sul mio matrimonio?
Forse, chissà, mi farebbe bene raccontare tutto, da capo, a qualcuno che non conosco. Che non conosce Mio Marito.
Capire cosa si vede a guardarla da fuori, la nostra storia.
E allora oggi potrei investirli così, i miei dieci minuti. Ma sì.
Mollo lo strofinaccio, accendo il computer e digito su Google TELEFONO AMICO.
Esisterà ancora qualcosa del genere, nonostante le chat, nonostante facebook, nonostante meetic, nonostante le infinite, immediate possibilità, per chi ha un problema, di dire al mondo "ciao, ho un problema!", e di sentirsi rispondere, di default o per interesse fa lo stesso, "quale problema"?
Resisterà ancora, qualcosa del genere?
Esiste, resiste.
Compongo il numero.
Un pianoforte suona qualcosa che credo vorrebbe infondere serenità.
A me mette una certa inquietudine.
“Telefono amico: pronto?”
“Buongiorno. Mi chiamo Chiara.”
“Buongiorno, Chiara. Telefono amico ti ascolta e io sono Barbara. Dimmi.”
“Mio marito e io ci conosciamo da quando avevamo diciotto anni e ora ne abbiamo trentasei."
”Sì.”
“Ci siamo amati tanto. Forse addirittura troppo. E ci amiamo ancora.”
“Una grande fortuna.”
“Non lo so, Barbara, se è una fortuna. Non so più niente, ora come ora.”
“Perchè? Te la senti di raccontarmi cosa è successo?”
“Certo. Mio Marito, dieci mesi fa, mentre era a Dublino, mi ha telefonato e mi ha lasciata.”
“Dev'essere stato terribile.”
“Per almeno sei mesi non ho capito più niente. Nemmeno dove fossero i miei capelli. Le chiavi. I denti. Ho perso nove chili.”
“Quindi adesso il trauma è superato?”
“...sì. Se intendi la fase in cui non mi ricordavo dove fossero i miei denti, sì: quella è superata. E ho anche ripreso quattro chili. Ma per certi versi la fase che sto attraversando è ancora più difficile.”
“Perchè, Chiara?”
“Perchè adesso capisco quello che succede.”
“Dunque?”
“Quello che succede non mi somiglia.”
“Te la senti di spiegarmi che cosa succede?”
“Mio Marito è tornato.”
“Non volevi che tornasse?”
“No. Cioè: sì. Per tutti i mesi in cui è sparito, non ho desiderato altro.”
“Dunque?”
“Dunque volevo che tornasse per stare con me.”
“Invece?”
“Invece non è tornato per stare con me.”
“Perchè è tornato, allora?”
“Per stare con me, certo. Ma lui non lo sa.”
“Com'è possibile?”
“E' confuso.”
“Tu sei sicura di volerlo ancora, dopo quello che ti ha fatto?”
“Perchè me lo chiedi, Barbara? Stai forse insinuando che in realtà sto cercando solo un modo per lasciarci meglio di come ci siamo lasciati? E che lui sta facendo lo stesso?”
“Io volevo solo dire ch...”
“Ma non è possibile lasciarsi bene, purtroppo.”
“Dici?”
“Dico, Barbara, dico. Non è possibile per nessuno. E comunque non è possibile per noi due.”
“Certo, dopo tutti questi anni... Ti capisco, Chiara.”
“No, guarda: la questione non è il tempo passato insieme.”
“In che senso?”
“Nel senso che, anche se lo avessi incontrato ieri, Mio Marito, oggi mi sarebbe necessario. L'ho avvertito subito così. Necessario. I nostri Primari sono in realtà uno solo, capisci?”
“Sei straordinaria, Chiara.”
“No, non è vero, Barbara. Sono assolutamente nella media. Ma Mio Marito mi ha raggiunto proprio in quel particolare punto di noi dove, se toccati, riusciamo a sentirci un po' speciali. Addirittura fantastici, in certi momenti. A casa... Ecco. Riusciamo a sentirci finalmente a casa, se toccati in quel particolare punto. Capisci?”
“Capisco.”
“E quando un essere umano ti tocca lì, è dura farne a meno. Hai paura di perdere tutta te stessa, perdendo lui.”
“Ma non è così. Tu sei tu. Con o senza tuo marito.”
“Mmm.”
“Un lavoro ce l'hai?”
“Sì, faccio la scrittrice. Avevo una rubrica su un settimanale, fino a qualche mese fa: poi mi hanno licenziata e hanno dato il mio spazio alla posta del cuore di Tania Melodia.”
“La vincitrice morale del Grande Fratello?”
“Lei, sì.”
“Una tipa in gamba. Ha avuto tre storie, mentre era nella Casa.”
“Due contemporaneamente: lo so.”
“Robe che di solito fanno gli uomini. Ma lei ci ha vendicate tutte.”
“Già.”
“...”
“...”
“Va un po' meglio, Chiara?”
“Sì, certo. Grazie, Barbara.”
“Sono contenta. Chiama quando vuoi, Telefono amico è attivo ventiquattr'ore su ventiquattro.”
“Grazie.”
“Buon anno nuovo.”
“Buon anno nuovo anche a te.”
“Mi raccomando. Ricordati che tu sei tu, con o senza tuo marito.”
Riaggancio.
La telefonata è durata dodici minuti. Che strano.
Credevo che mi sarebbero suonate nuove, le parole di un estraneo che commentasse la storia mia e di Mio Marito.
Invece le parole che mi sono suonate più nuove sono quelle che ho usato io, per parlare a un estraneo di noi.
Noi chi? Due che si sono amati tanto, forse troppo.
Che ancora si amano.
E potrebbero avere l'occasione di tornare insieme.
Ma forse cercano quella per lasciarsi meglio.
Cosa che non è possibile.
A loro, come a nessuno, se ci si tocca in quel punto lì.
Dove corriamo il rischio di sentirci, finalmente, un po' speciali.
Fantastici, in certi momenti.
A casa.

 

Gamberale, Chiara (2013), Per dieci minuti, Giangiacomo Feltrinelli, Milano, 148-153.


Facebook

Orari

logonlus-nuovo-sitoSiamo all'ascolto ogni venerdì dalle 19.00 alle 23.00 al numero 015.34741. Chiamaci!

Utilizziamo i cookies per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza sul nostro sito.