Domenica 26 Giugno ci trovate al Mercatino di Riva, in P.zza S. Cassiano, con il consueto stand di libri usati.

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Domenica 27 Settembre ci uniremo agli espositori del Mercatino dell'Antiquariato Minore di Biella Riva, per vendere libri usati. Ci troverete col nostro stand in Piazza del Monte, con l'occasione forniremo informazioni a chi è interessato al corso di formazione per divenire "Volontario in ascolto", in partenza a breve.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci hanno dato aiuto regalandoci i loro libri, che passeranno di mano in mano, immagine emblema di solidarietà; il ricavato verrà utilizzato per sostenere le attività dell'Associazione. 

Non a caso abbiamo scelto proprio "i libri" per raccogliere i fondi necessari: recenti ricerche hanno dimostrato come la lettura - immedesimandosi nel vissuto dei protagonisti, immaginando i loro sentimenti ed emozioni - stimoli l'emergere del tratto dell'empatia, caratteristica fondante per avere buone relazioni e capire l'Altro. Inoltre, con l'empatia si ascolta meglio!

Vi aspettiamo :)

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Indice

Cosa sapete del Telefono Amico, di quando è nato e perchè?

Chi ci chiama cosa vuole e perchè cerca proprio noi?

Chi siamo, dove siamo e perchè aspettiamo le vostre chiamate?

 

Noi pensiamo che sappiate rispondere alla maggior parte di queste domande: probabilmente non sapete che il primo servizio di aiuto telefonico è nato nel 1906 negli USA ad opera di "Save a life League" che aprì un centro a New York e successivamente in altre città americane…, che nel 1948 a Vienna nacque il primo servizio telefonico europeo  contro il suicidio anche se il moderno Telefono Amico nasce a Londra nel 1953 ad opera del padre Samaritano Chad Varah sempre per prevenire i troppi tentativi di suicidio, ma certamente sapete che siamo volontari, che i nostri centri sono sparsi un pò ovunque in Italia in Europa e nel mondo e che siamo a disposizione di chiunque ci chiami al telefono per comunicarci gioia o dolore, solitudine o contentezza, rabbia o felicità cercando di instaurare un rapporto amichevole, franco e privo di pregiudizi.

Se non ci conoscevate potrete saperne di più cercando fra i nostri links, leggendo queste pagine o scrivendoci: vi risponderemo cercando di darvi maggiori informazioni. Ma se ci conoscevate già questo è perchè nel corso degli anni, attraverso i giornali, le radio, la musica, la tv ed il cinema (oltre al nostro lavoro) ci siamo ritagliati un piccolo posto nella società, tra la gente: facciamo ormai parte dell'immaginario collettivo.

Quello che vi proponiamo qui è un breve viaggio nella storia del telefono come strumento di comunicazione e del Telefono Amico visti nel tempo attraverso la cultura.

La parola telefono deriva dal Greco tele (lontano) e fono (suono) cioè suono che viene da lontano.

Il telefono nasce nel 1871 grazie all'Italiano Antonio Meucci ed ai suoi studi compiuti negli Stati Uniti, ma le sue scarse risorse economiche non gli permisero di sfruttarne l'invenzione così il suo brevetto decadde e nel 1876 gli Americani A.G.Bell e E. Gray ne presentarono un altro simile frutto delle loro ricerche, ponendo così le basi della moderna telefonia: a loro viene ufficialmente riconosciuta l'invenzione del telefono. La sua diffusione fu abbastanza rapida: già ai primi del Novecento esistevano centralini che collegavano fra loro migliaia di utenti, soprattutto nelle grandi città; negli anni trenta gli utenti erano già qualche centinaio di migliaio per nazione in Europa e U.S.A. ma fu solo negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale che il telefono divenne presente quasi in ogni casa e sempre più diffuso in ogni parte del mondo: in Italia per esempio, nel 1940 c'era un telefono ogni 100 abitanti, dopo la guerra solo il 3% della popolazione ne poteva disporre ma nel 1960 c'erano 3.500.000 telefoni.

Nel corso del tempo il telefono ha cambiato materiali di costruzione e forma passando dal legno al metallo alla plastica, variando " design " e colori a seconda delle nuove mode.
Come molti altri strumenti è diventato parte del nostro vivere quotidiano, sicuramente nel corso del tempo è cambiato anche il nostro modo di comunicare attraverso di lui: immaginiamo la curiosità e la sorpresa nel fare una domanda e nel ricevere risposta attraverso un filo nei primi anni di diffusione, ma le migliorie tecniche apportategli fecero sì che si potesse restare in linea più a lungo, con una miglior ricezione, cambiando di conseguenza anche il modo di dialogare: non più solo brevi messaggi pratici o saluti ma conversazioni vere e proprie permettendo cioè di scambiare pensieri, sentimenti, opinioni in modo diretto fra persone molto distanti fra loro: pensiamo che negli anni '50 e '60, anni di grandi emigrazioni per lavoro, poter sentire ogni tanto la voce di un proprio caro potesse per un poco rendere meno pesante vivere lontano dalla propria terra e fosse più immediato e facile che scrivere una lettera. Finchè il sistema di chiamate non fu automatizzato fu necessaria la presenza umana in centrale per collegare fra loro gli utenti: sulla figura della centralinista si sono spesi fiumi di parole, barzellette e racconti, ma è sicuramente vero che in molti casi questa lavoratrice ha raccolto i sentimenti di chi chiamava rivelando spesso una notevole carica umana.

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