Save a life league

Chi cerca notizie sui primi centri telefonici trova senza difficoltà in diversi documenti l'asserzione che sarebbero nati nei primi anni del XX secolo negli Stati Uniti, diventa però difficile approfondire l'argomento, dato che non si trovano facilmente notizie più specifiche, con questo articolo speriamo di aver squarciato un poco i veli del tempo...

Il dr. Harry Marsh Warren era un pastore battista, nato ad Hudson (New Hampshire, USA) nel 1867, frequentò la Colgate University e l'Union Theological Seminary, seguì alcuni speciali corsi presso le università di Oxford, Columbia ed Heidelberg. Venne ordinato nel 1891. Dopo essere stato pastore in diverse chiese battiste, nel 1903 si sposò con Adelaide E. Butler (dalla quale avrebbe avuto due figli: Beatrice e Harry Jr.) e diventò pastore della chiesa battista ' Of all strangers' di Central Park, Manhattan, New York. Ricopriva anche un singolare ruolo: era 'Cappellano d'Hotel', i migliori alberghi della città offrivano questo servizio ai propri clienti. Se richiesto il dr Warren si recava nelle stanze d'hotel a portare la parola di Dio. Inoltre la sua casa ed il suo telefono erano sempre aperti, a disposizione di chiunque volesse sposarsi, a qualunque ora del giorno o della notte, tanto che i 'midnight mariagge' diventarono quasi una moda ( ricordate i molti film americani degli anni trenta dove il clark Gable di turno buttava giù dal letto il pastore per potersi sposare con l'amata?). Il suo incontro 'sulla via di Damasco' avvenne una mattina del 1906 in una stanza del Bellevue Hospital, dove era ricoverata una ragazza di vent'anni: veniva da una cittadina della West Coast, lasciata dal fidanzato era venuta a New York per cambiare vita, ma non conosceva nessuno e si sentiva tremendamente sola; Così il giorno prima aveva preso una stanza al Broadway Hotel e, verso sera, chiese di poter parlare con un pastore, purtroppo l'albergatore non riuscì a reperire il dr. Warren e la ragazza rimase sola. La trovarono al mattino in stato d'incoscienza: aveva ingerito un flacone di medicinali. Warren la raggiunse all'ospedale dove parlarono a lungo, alla fine la ragazza gli disse:- Se avessi conosciuto prima uno come te non avrei cercato di uccidermi-. Morì purtroppo poco tempo dopo. Nel sermone della domenica seguente Warren raccontò, piangendo, la storia della ragazza poi disse: - Chiedo a tutti quelli che credono che la morte sia l'unica soluzione dei loro problemi di volermi prima dare una chance-. Nei giorni seguenti pubblicò un annuncio sui giornali ribadendo il concetto : -Se stai pensando al suicidio prima di farlo chiamami-. Nei giorni successivi chiamarono undici persone: Warren parlò con ognuno di loro e tutti rinunciarono ai loro propositi di morte. Da quel momento il dr. Warren si dedicò interamente alla sua nuova missione: salvare quanta più gente possibile dal suicidio; Fondò la ' Save a Life League' di cui fu presidente fino alla morte, organizzandola e facendola crescere. La sede principale della lega rimase a New York City, ma la fama crescente portò all'apertura di nuove sedi in altre città americane. Probabilmente non si può parlare di 'Save a Life' come di un centro di ascolto esclusivamente telefonico, dato che i suoi volontari usavano qualunque mezzo per raggiungere o farsi raggiungere da chi era in difficoltà, ma certo la Lega era organizzata in modo decisamente moderno: offriva un servizio di ventiquattro ore, un numero di telefono era a disposizione di chiunque volesse chiamare, la lega era in contatto con polizia, ospedali e centri medici per ogni eventuale emergenza. Nel volgere di pochi anni assunse dimensioni nazionali, facendosi conoscere in molte città americane, Tanto da diventare 'National Save a Life League', raccogliendo decine di migliaia di dollari di fondi e arrivò anche in Europa, facendo pubblicare migliaia di opuscoli per molti paesi europei. Il dr. Warren fu un instancabile organizzatore e diffusore delle sue tesi a favore della vita e contro il suicidio e probabilmente il succeso della sua iniziativa venne dal diverso atteggiamento tenuto dalla Lega nei confronti degli aspiranti al suicidio: in tempi in cui venivano generalmente considerati degli alienati mentali Warren usò la comprensione, il sentimento, l'ascolto per avvicinarsi a loro. Pur rimanendo sempre legata alla chiesa Battista la Save a Life League ebbe sempre una notevole apertura a difesa della vita, tanto da chiedere pubblicamente, nel 1927, la grazia per Sacco e Vanzetti. Warren morì il 22 Dicembre 1940 a Chappaqua, New York. Il figlio harry Warren Jr., anch'egli pastore, ne prese il posto alla presidenza della lega, mantenendolo per più di 25 anni. Fu solo nel secondo dopoguerra che Save a Life creò un vero centro di ascolto telefonico (non abbiamo trovato date precise: crediamo verso la fine degli anni 50) diffuso in molti stati e conservando ancora la sede centrale a New York. Nella maggior parte dei casi questi centri erano ospitati presso gli ospedali e si avvalevano dell'opera di volontari e di personale qualificato ( psicologi, psichiatri). L'opera di Save a Life continua ancora a New York, ma oggi sembra un poco 'schiacciata' dalle decine di hotline tuttora operanti negli States. Il 7 Marzo 1982 il New York Times raccontava questa storia: nel 1980 veniva chiusa la 'hotline sucide prevention' che era ospitata presso il Kings County Hospital, perché: - non aveva più ragione di esistere- come disse Marcia Holle , l'addetta alle pubbliche relazioni dell'ospedale neviorkese. La compagnia telefonica sospese il numero e questi fu dimenticato. Il 25 Gennaio 1982 il ventenne Gary Dorestant, che aveva appena aperto un negozio d'abbigliamento a Brooklyn si vide assegnare dalla compagnia telefonica il vecchio numero di telefono della hotline. Nel mese seguente il ragazzo ricevette oltre venti telefonate di persone in difficoltà: alla notizia che avevano 'sbagliato numero' alcune riattaccarono, ma altre continuarono a parlare e sembra che il nostro giovane negoziante se la cavò molto bene. La notizia allarmò gli 'addetti ai lavori', tra cui la rappresentante di Save a Life League'( in quel momento il loro era rimasto il solo telefono anti-suicidio nella metropoli) che si disse preoccupata che alcune vite potessero andar perdute. La Compagnia telefonica si offri di correggere l'errore ma Incredibilmente il negoziante declinò l'offerta: - Sono un Testimone di Geova – disse - Ritengo un mio dovere aiutare il prossimo e ogni occasione per farlo è benvenuta.

New York Times 22 November 1932

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